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Volume primo della Collezione di Documenti Inediti dell'ACA (1847)

Volume primo della CODOIN

Il riformismo illustrato

Una volta terminata la Guerra di Successione spagnola dopo la firma dei trattati di Utrech (1713), fu avviato in Spagna un ampio programma di riforme politiche e amministrative. Il chiamato “spirito dei lumi” o “illuminismo” si diffuse in Spagna dalla Francia, con le conosciute idee di critica universale, razionalismo, negazione della verità rivelata, ottimismo filosofico, ricerca del progresso materiale e culturale e spirito scientifico. Nacque dunque una storia critica, basata su conoscenze attendibili, con cui gli archivi acquisirono un interesse speciale per gli illuminati della nuova dinastia. Furono molto numerose le disposizioni archivistiche adottate durante il secolo XVIII.

Le riforme interessarono anche il vecchio Archivio Reale di Barcellona, fondato nel 1318, che ricevette nuovi regolamenti nel 1738 e nel 1754. In esso fu consacrato normativamente il nome di Archivio della Corona d'Aragona, già impiegato dalla fine del XVII secolo, con cui è noto al giorno d'oggi. Nel 1740 fu nominato archivista Francisco Javier de Garma y Durán, autore di varie opere erudite e membro della Reale Accademia delle Buone Lettere di Barcellona. Garma elaborò vari progetti di riforma, incluso il trasferimento dell'Archivio in un nuovo locale situato nell’edificio della “Diputación del General” nel 1766. Da allora, l'Archivio della Corona d'Aragona iniziò ad essere conosciuto dalla critica europea, che iniziava ad apprezzarne le ricchezze. Un grande storico dell'epoca, Antonio de Capmany, scrisse nel 1792 che l'archivio era “per la sua antichità e buona conservazione, ricchezza di monumenti, importanza e varietà di essi nonché per l'estensione e la diversità di regni e nazioni con cui avevano relazione diretta, l'archivio più memorabile in Europa”.

La pubblicazione di documenti inediti

I progetti di riforma illuminata furono suggellati da Próspero de Bofarull y Mascaró, che se ne fece carico tra il 1814 e il 1849. La sua opera segnò un punto di riflessione nella storia del Centro. Bofarull trasformò l'archivio della Corona d'Aragona in uno strumento al servizio della ricerca storica moderna e in un centro culturale. Il suo operato fu immenso: adottò importanti provvedimenti per la sicurezza, la conservazione e il restauro del materiale archivistico; progredì nella classificazione e nell’ordine dei materiali; elaborò degli inventari modello; restaurò e proseguì la rilegatura di migliaia di registri e volumi.

Nel 1844 inizia la preparazione della collezione di documenti inediti dell'Archivio della corona d'Aragona. Questa era stata preceduta da un progetto proposto da egli stesso nel 1821 alle corti, in qualità di depositarie della sovranità della nazione. Una Reale Ordinanza del 28 marzo 1846 ordinò di intraprendere “una serie di pubblicazioni in cui potessero essere progressivamente diffusi tutti quei documenti del deposito degni di essere resi pubblici, affidando a Bofarull questo importante compito, come persona più idonea a svolgerlo con buon esito”. Solo un anno più tardi presentò l'originale del primo volume. Decise di iniziare dagli atti del Compromiso de Caspe, in risposta alla situazione del momento. Con tale compromesso si risolse la successione al trono della corona d'Aragona dopo l'interregno del 1410-1412. Nel 1846 era scoppiata la seconda guerra carlista e la questione dinastica era al centro del dibattito politico della Spagna della metà del XIX secolo. Próspero de Bofarull poté pubblicare 17 volumi in più della Collezione o CODOIN, che divenne un autentico monumento storiografico dell'erudizione europea. Fu proseguita dal figlio Manuel de Bofarull fino a raggiungere i 40 volumi nel 1876. L'ultimo volume rinvenuto, che reca il numero LII, risale al 2003.

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